Una Nuova Edizione Estesa

menhirDopo più di un anno, ormai ho perso il conto, ho deciso di ridare a Menhir un po’ del suo splendore originale.

All’inizio avevo scritto una storia più lunga, ma poi per esigenze di spazio e di traduzione ho tagliato molte parti per farne una novella, ma alla fine mi sono resa conto che era tutto troppo veloce e serrato, quindi ho deciso di riprendere la prima stesura, dargli una spolveratina e riproporla in esclusiva per l’edizione Italiana.

Per ora la trovate solo su Amazon, ma tra qualche mese sarà anche sullo store di Wade Books in formato ePub, mobi e PDF.

Se per caso siete acquirenti della vecchia edizione e vi interessa quella nuova, mandatemi una ricevuta d’acquisto o una foto del vostro lettore con il libro all’indirizzo: dominique.bisset[at]yahoo.it e vi manderò volentieri una copia della nuova edizione in mobi (o specificatemi se volete l’ePub).

New Cover Art

menhir2-ita-300I updated all the versions of the novella fixing some typos and with a new cover that better represents the spirit of the story – and a scene from the past… hope you like it!

Everything will be updated in a few days and check out the stores, because I’ll run another free promotion soon 🙂

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Ho aggiornato tutte le versioni della novella sistemando alcuni refusi e aggiungendo una nuova copertina che meglio rappresenta lo spirito della storia – e una scena dal passato… spero vi piaccia!

Tutto sarà online aggiornato nel giro di qualche giorno, e tenete d’occhio gli store perché farò una promozione gratuita molto presto 🙂

Happy New Year

It’s been a long time since I posted on the blog and the Menhir has become silent again.

But this time, it may wake up in another form. I have some plans for the future months, soon I’ll tell.

Starting tomorrow the Italian novella will be free for a few days on Amazon (http://www.amazon.it/gp/product/B00DYB255A).

But the English version could come soon, and I’ll say no more.

Have a happy new year and may your dreams come true.

Due parole sul testo: Menhir tra leggenda e fantasia

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Menhir du Champ Dolent” di © Guillaume Piolle / . Con licenza CC BY 3.0 tramite Wikimedia Commons.

Scrivere a volte è un po’ mentire.

Raccontiamo cose mai successe di un mondo che non esiste, o anche quando è il mondo reale, non lo è mai fino in fondo. La narrativa ci richiede di inventare, piegare le regole al servizio dell’emozione.

Scrivere Menhir è stato un po’ questo, raccontare un’innocente bugia su una storia che non c’è.

Tutto è iniziato quando mi sono imbattuta in un articolo che parlava del Menhir du Champ Dolent, che esiste davvero in un paesino chiamato Dol de Bretagne, nel nord della Francia. Mi ha molto colpito la leggenda, quella citata all’inizio del testo:

“Ogni volta che qualcuno muore, il Menhir sprofonda un po’, e quando si sarà infossato del tutto, verrà la fine del mondo.”

E da lì la mia mente ha iniziato a vagare ed è nata Bev, la guardiana immortale.

Ci sono vari elementi della tradizione celtica che ho utilizzato come base per la storia, la figura di Lugh è piuttosto famosa, così come la leggenda di Balor dall’occhio malvagio, dei Fomori e dei Tuatha Dé Danann. Le battaglie di Mag Tuired sono citate spesso nelle saghe irlandesi ed è abbastanza noto che i celti abbiano origini continentali, seppure non si sappia con certezza chi ha eretto i Menhir, i Dolmen e le altri grandi pietre risalenti al neolitico e attribuite alla cosiddetta “cultura megalitica”, ed è qui che la storia e la leggenda si mescolano con la fantasia, con le mie piccole bugie.

La storia della nascita di Lugh è stata un po’ modificata secondo le mie esigenze: per far emergere il tema dei fratelli in lotta, ho dovuto dare a Lugh un gemello, chiamato Dot, come il padre di Balor che in realtà nel mito non è mai esistito così come non è attestato da nessuna parte che Lugh abbia vissuto in Bretagna, seppure il suo culto sia molto diffuso sul continente, tra Francia, Spagna e Italia, di cui restano i segni nei nomi di alcuni luoghi (da Lione a Lugo).

Allo stesso modo non esistono due divinità di nome Heol e Loar, che sono due parole della lingua bretone che indicano Sole e Luna, anche se il rapporto tra il sole e la luna è affrontato in molti miti di diversi popoli.

La parte riguardante l’occhio invece si ispira appunto all’occhio “malvagio” di Balor che si disse fosse in grado di grande magia e distruzione e che quando il vecchio gigante cadde, sconfitto da Lugh, il suo occhio creò una voragine nel terreno, che poi si riempì d’acqua dando origine a un lago. Anche Lugh si chiudeva un occhio per esercitare la magia, eredità del nonno Fomoriano.

Allo stesso modo tutto il resto della storia, da Bev alla conclusione, non è altro che frutto dell’immaginazione, come vuole ogni storia fantasy, ma anche ogni storia di pura “fiction”.

Quindi non prendete per vere le mie parole, non è un manuale di storia, è solo una storia e nient’altro, che spero comunque vi possa intrattenere per qualche ora, quando sentirete il bisogno di evadere un po’ dalla realtà.

Menhir in Spagnolo

Grazie al sito Babelcube, ho avuto la possibilità di trovare una brava traduttrice che si è offerta di tradurre Menhir in lingua spagnola.

Il testo sarà probabilmente disponibile nella prima metà dell’anno prossimo.

Sono davvero molto entusiasta di superare i confini nazionali con la mia storia.

Incrociamo le dita!

Dominique

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[Español]

Gracias al sitio Babelcube, tuve la oportunidad de encontrar una buena traductora que ha ofrecido a traducir Menhir en español.

El texto probablemente estará disponible en el primer semestre del próximo año.

Estoy realmente muy emocionada de superar las fronteras nacionales con mi historia.

Crucemos los dedos!

Dominique